“Il corpo agito, conoscere l’altro osservando il corpo”

 

Il corpo parla il suo linguaggio ed ha una forte valenza comunicativa e conoscitiva. E’ uno strumento potente, che ad uno sguardo attento, ci consente di conoscere piu’ in profondità noi stessi e chi ci circonda. Oggi vi parlero’ del corpo agito, ossia degli aspetti simbolici della struttura fisica, della postura e della deambulazione di una persona. Allargando il vostro sguardo e divenendo grandi osservatori sarete capaci di intuire aspetti della personalità di chi vi circonda anche senza l’utilizzo del linguaggio verbale. Il corpo agisce e comunica con un proprio linguaggio e non mente. Se si diviene capaci di decriptarlo il nostro corpo ci racconta cose di noi di cui spesso siamo scarsamente consapevoli. Tutto cio’ che noi rimuoviamo dalla nostra coscienza pensieri, emozioni, parti di noi che non accettiamo, cio’’ che in psicologia si chiama “il rimosso”, va a concentrarsi nel nostro corpo, provocando contratture, dolori articolari o muscolari. Si tratta di assumere uno sguardo diverso, il primo che introdusse il corpo nel pensiero freudiano fu George Groddeck, medico e psicoanalista tedesco, è considerato il fondatore della medicina psicosomatica. Egli suddivise il corpo il tre regni: alto, medio e basso. Provate ad osservare voi stessi e gli altri, ponendovi questa domanda: “a che regno appartiene quella persona?”. Per rispondere a questo quesito potete iniziare osservando gli occhi, essi indicano con la loro forma la struttura emotiva di una persona: occhi tondi e grandi esprimono premurosità, affettuosità e calore umano, occhi sporgenti indicano un atteggiamento penetrante e possono comunicare ansia o disagio, gli occhi infossati rivelano emozioni represse, tristezza, ricerca di protezione e tendenza all’osservazione critica.  Rimando sul viso, osservate la bocca, importante punto di collegamento con il mondo esterno: una bocca che si apre facilmente indica disponibilità nei confronti del mondo e della relazione e, al contrario, una bocca serrata indica chiusura: mordersi le labbra indica che non si vuole far sfuggire un pensiero o un’emozione. Quando un modo di impostare la bocca si cronicizza, si avrà la comparsa di rughe e pieghe. Insieme al volto, le braccia e le mani rappresentano canali di espressione e di comunicazione privilegiati che ci consentono di acquisire molte informazione sul mondo emotivo di qualcuno, al di là delle parole dette o non dette. Attraverso le braccia e le mani un’emozione diventa azione, quindi a livello simbolico tutte le contratture legate alle braccia o alle mani indicano sul piano psichico una difficoltà nel tradurre in azione, in fare, un pensiero o un’emozione che ci abita. E il collo?  Quante volte vi sarà capitato di incontrare qualcuno che vi dice che ha il collo contratto, le persone ne parlano con facilità, inconsapevoli del significato psicosomatico che questo dolore porta con se’. Il collo è un punto di passaggio, una sorta di strettoia, il corpo si stringe e si passa da due a uno, due gambe, due braccia…una testa ,  e li si giocano le nozze tra il regno del pensiero e quello delle emozioni. Ecco perché i dolori cervicali fanno tanto male. La nostra colonna cervicale ci consente di fare una grande varietà di piccolissimi movimenti, essendo fragile e allo stesso tempo altamente specializzata. La mobilità della testa indica sul piano psichico la nostra capacità di guardarci attorno, di spaziare nel mondo insieme alla mobilità oculare. Chi soffre di dolori cervicali, ha difficoltà nello sposare in senso alchemico, mettere insieme, il regno emotivo e quello razionale, sono persone alle quali è stato insegnato che il pensiero è più importante del sentire, e spesso manifestano grande difficoltà nel percepire il proprio corpo, si fa così, si è sempre fatto così…sono frasi tipiche, sono persone scollegate dalle loro emozioni. Le infiammazioni sono fuochi che bruciano, pensate ad esempio, ad uno stomaco che brucia perché ha ingoiato, mandato giu’, cose che bruciavano, ci sono cose che non si possono dire, che si pensa di non essere autorizzati a dire, e poi il corpo si ammala, brucia, si infiamma, si contrae. I blocchi, le contratture del corpo, siano esse a livello della bocca, del collo, delle braccia, delle mani, del torace, delle gambe, dei piedi, ci parlano sempre di blocchi psicosomatici, il corpo si fa carico di ciò che la psiche non riesce ad integrare e in questo modo, dolendo e facendoci male, porta la nostra attenzione proprio li, coltivate lo stato di presenza, abbiate la forza di osare, siate contadini che coltivano se stessi e germinerete secondo la vostra natura intima e profonda.

 

 

Dott.ssa  Fulvianna   Furini

Psicologo e Psicoterapeuta

specializzata presso RIZA,

 Esperto in tecniche di Rilassamento e  Terapie Immaginative

Società Italiana di Medicina Psicosomatica

 

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