L’ansia ci mette in contatto con l’animalità che ci abita: aspetti psicosomatici e significati simbolici

L’ Ansia è uno stato d’animo comune a tutti gli esseri umani e di per sé costituisce un fenomeno positivo e vitale, poiché spinge la persona alla ricerca dell’equilibrio tra le richieste esterne e le risorse del mondo interno, favorendo l’azione e la creatività. L’ansia, viene considerata una reazione istintiva dell’organismo, che produce uno stato di “allerta”, quindi ha una funzione psicobiologica che stimola i comportamenti adattivi in risposta a stimolazioni ambientali, interpersonale o intrapsichiche. Lo stato di ansia viene sperimentato dagli individui come una tensione, un’emozione diffusa di pericolo e minaccia. Etimologicamente, il termine “ansia” deriva dal latino “angere” che significa opprimere, chiudere alla gola, da cui deriva anche il termine angoscia. Questo disturbo coinvolge tutto lo psicosoma della persona. Da un punto di vista emotivo, sono presenti: tensione, nervosismo, eccessiva preoccupazione, senso di inadeguatezza, paura di volare, del buio, degli spazi aperti, dei luoghi chiusi, fino ad arrivare agli attacchi di panico che possono progressivamente portare la persona alla paralisi e all’immobilità. I sintomi somatici possono interessare tutto l’organismo: palpitazioni, tremori, nausea, vertigini, sudorazione, dispnea, debolezza, variazioni della mobilità gastrica ed intestinale. Quindi, l’ansia può essere funzionale quando favorisce il processo di adattamento oppure disfunzionale e patologica. Quest’ultima, si caratterizza per uno stato di permanente ed incontrollabile tensione che compromette le capacità di giudizio ed operative del soggetto, danneggiandone le relazioni sociali. Esperimenti svolti su animali hanno dimostrato che la stimolazione di aree celebrali precise, come il locus ceruleus, dove ci sono le cellule nervose che utilizzano la noradrenalina, induce un comportamento simile alla paura. Per i neurobiologi il locus ceruleus è il sito biologico dell’ansia. Un secondo sistema neuronale, presente nel rafe con proiezioni verso la corteccia e l’ipotalamo è responsabile della modulazione dell’ansia attraverso la serotonina. Al sistema limbico, che possiamo considerare “la sede delle emozioni”, giungono informazioni dai sistemi noradrenergici e serotoninergici. J. Hillman, considera l’angoscia “ la via regia che ci mette in contatto con l’animalità che ci abita”, essere senza paura, invulnerabile al panico significa perdita degli istinti primordiali e di connessione con il dio Pan. Per gli psicosomatisti “ l’ansia è tutta la vita che non viviamo”. L’ansioso, è colui che vuole sempre sapere cosa fare, dove andare, che programma meticolosamente ogni cosa, che esige di tenere tutto sotto controllo e in tal modo si allontana sempre di più dal sentire e dalla istintualità che abita ciascuno di noi. L’energia vitale che scorre dentro di noi non trova sufficiente spazio per circolare liberamente, per esprimersi, soffocata da un atteggiamento mentale, cosi tipico del mondo occidentale. Il mondo istintuale allora preme per essere ascoltato, per emergere. Nasce allora il disagio, l’ansia, che ci segnala la presenza di forze interiori , desideri ed emozioni che trascuriamo o addirittura neghiamo, chiusi in una serie infinita di obblighi e doveri. L’ansia è il “campanello d’allarme” per richiamare la nostra attenzione su questa energia vitale che non viene vissuta. Il cuore che batte all’impazzata è un cuore che protesta, perché non stiamo ascoltando e rispettando i suoi ritmi, perché si sente rinchiuso nella gabbia dei nostri doveri e dei nostri rigidi programmi. Il blocco allo stomaco e tutti i problemi legati alla digestione sono l’emblema della costrizione che stiamo vivendo. Le difficoltà respiratorie ci segnalano la mancanza di un equilibrato scambio tra il mondo interno e quello esterno. I nostri organi si fanno carico di stai mentali che non possono essere espressi o raccontati, quindi si somatizzano, parlano attraverso il corpo. Per mezzo dell’ansia “il corpo ci racconta qualcosa di noi”. Quanti uomini misteriosi, quanti personaggi straordinari abitano dentro i nostri disturbi. L’ansia è la voce di un personaggio che vuole trovare posto nella nostro mondo interno. Dentro di noi abita qualcosa o qualcuno che vuol fare un’altra vita rispetto a quella che facciamo e ci porta verso nuovi orizzonti, accoglietelo come se fosse un visitatore inaspettato che bussa alla porta della vostra anima

Dott.ssa Fulvianna Furini

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