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DEPRESSIONE: LA RINASCITA INTERIORE.

Dal bozzolo alla farfalla

DEPRESSIONE : IL SENSO PSICOSOMATICO

La depressione è una patologia in continua crescita e consiste in un’alterazione costante del “tono dell’umore”.  Immaginate il vostro umore come se fosse un “termostato psichico” che svolge un’importante funzione regolativa. In che senso, vi chiederete? Perché ci consente l’adattamento tra mondo interno ed esterno. Il nostro umore, infatti, si alza quando ci troviamo in situazioni che riteniamo piacevoli e si abbassa in situazioni negative o spiacevoli. L’andamento flessibile del nostro umore è un segnale di salute e benessere. Quando diventa un disturbo? Nella depressione il tono dell’umore si fissa verso il basso, perde la sua flessibilità e non è più influenzato dagli eventi esterni o interni.  Nella fase più acuta, le persone sperimentano vissuti di profonda tristezza, sgomento, disperazione, associati alla perdita dello slancio vitale.  Cresce il disinteresse per le normali attività e le persone spesso riferiscono di provare sentimenti di distacco ed inadeguatezza nello svolgere le normali azioni quotidiane. Si sentono svuotate dell’energica psicofisica a loro disposizione, non si riconoscono. Un’affermazione abbastanza tipica è questa: “dottoressa non sono più la stessa, voglio tornare come prima”. Anche la percezione del tempo si modifica: il suo scorrere continuo rallenta, fino a fermarsi, il depresso ha la sensazione che le giornate siano interminabili, che tutto sia fermo, stagnante. Il futuro, appare privo di speranza ed il passato vuoto ed inutile. Occasionalmente, ciascuno di noi può aver sperimentato, anche in parte, questi sentimenti, magari in seguito a problemi, relazionali, familiari, lavorativi, di salute o altri eventi che possono aver coinvolto la nostra sfera emotiva. La difficoltà nasce quando questi sentimenti durano a lungo e sono particolarmente intensi. La nosografia classifica differenti tipologie depressive ed in letteratura troverete diversi approcci teorici. Carl Gustav Jung, uno dei più grandi pensatori che l’occidente abbia avuto, interpretò la depressione come un contenimento di energia incapace di liberarsi, egli tuttavia ne considerava anche la valenza opposta, ossia una fase regressiva che poteva addirittura essere rigenerativa ed arricchente qualora la persona ne avesse colto ed accolto il Senso profondo. Secondo il dott. Raffaele Morelli, il nostro stile di vita è il vero responsabile di questa patologia, commettiamo ogni giorno gli stessi errori e progressivamente riusciamo a spegnere la parte più antica e profonda del nostro cervello, il cervello rettiliano, dove dimora la nostra vera natura. Ci ingabbiamo in un’idea fissa e rigida di noi stessi, riempiamo il nostro cervello di pensieri e parole che ne modificano la chimica, rimaniamo aggrappati ad un arrabbiatura, una delusione o un’aspettativa. La depressione, diventa allora il tentativo del nostro cervello di liberarci da progetti di vita innaturali, artificiali, ci spinge verso la nostra originalità, ci stimola a divenire ricercatori del nostro talento, della nostro faro interiore, della nostra Essenza. Divenire se stessi richiede un atto di volontà, siate coraggiosi.

Dott.ssa Fulvianna Furini

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