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PELLE: IL SENSO PSICOSOMATICO DELLE IN-FIAMMA-ZIONI CUTANEE -DERMATITI ATOPICHE E PSORIASI.

LA PELLE E’ LA PERGAMENA SULLA QUALE SCRIVIAMO LA NOSTRA STORIA !

Fin dall’antichità alla cute sono stati associati stati emozionali: il rossore quale espressione della vergogna, il pallore e il rizzarsi dei capelli come equivalenti somatici della paura, il sudore come sintomo di agitazione.  Quante volte avete detto o sentito questa frase: “Ho la pelle d’oca”, un’espressione comune che ci testimonia il ruolo della cute come medium di un processo psicosomatico. Come organo di frontiera, tra mondo interno e mondo esterno, la pelle si presta meglio di altri organi ad esprimere simbolicamente i nostri disagi. La pelle, il confine che ci delimita e fa di noi un’unità, rappresenta la parte visibile del nostro corpo, esprime la nostra individualità, è la preziosa pergamena sulla quale, inconsapevoli, scriviamo ogni giorno la nostra storia e quella dell’ambiente che ci circonda. La pelle ci ricopre, ci contiene, ci caratterizza, ci dona un marchio di unicità: nessuno può infatti avere la pelle identica a quella di un altro. Spogliarsi della propria pelle, significa dunque rinunciare alla propria identità, ma appare anche come atto liberatorio che può servire ad ampliare la propria coscienza. Questo è ciò che raffigura il mito di Marsia: il satiro che aveva osato sfidare Apollo nella musica. Vinto, fu legato ad un albero e scorticato dal dio delle Muse. In tutte le simbologie il cambiamento di pelle implica un mutamento del Se’: cambiar pelle significa rivelare un nuovo Sé ed il simbolo per eccellenza di questo mutamento è il serpente, che muta la pelle. La somatizzazione cutanea, quindi, è espressione di un conflitto che ha un legame di senso con il mutamento d’essere della persona. Se il Se’, istanza psichica, rappresenta il tessuto di delimitazione tra il mondo delle relazioni e le dinamiche interiori, la pelle ne è il corrispettivo fisiologico nel corpo. Nei pazienti schizofrenici, infatti, con la “depersonalizzazione” assistiamo a una rottura di questa “pelle psichica”, con la conseguente perdita del proprio confine. Un’ulteriore analogia, può essere  vista nel concetto di elasticità: una pelle poco elastica si può rompe a seguito di piccoli stimoli, se siamo troppo rigidi rischiamo di ammalarci. Osservando le persone attorno a voi, noterete spesso una scarsa flessibilità psichica, una sorta di resistenza al cambiamento. In chiave psicosomatica, dunque, i sintomi cutanei sono rappresentazioni analogico-simboliche di situazioni che non possono essere tollerate, sono emozioni evitate. Più un individuo fatica ad adattarsi ai cambiamenti o non riesce ad esprimere adeguatamente le proprie emozioni, più la pelle riceverà la scarica di tali contenuti psichici e si modificherà, pensate ad esempio a ciò’ che accade nella psoriasi.  La pelle è un importante mezzo di comunicazione, osservate quando e dove compare il sintomo cutaneo, è come se chi soffre di una patologia psicosomatica che coinvolge un organo interno fosse più disposto a trattenere nella propria interiorità la problematica esistenziale che la sottende, il paziente dermatologico invece, si sforza di portare in mezzo agli altri il suo vissuto interno. Cerca di condividere con gli altri il malessere esistenziale di cui è portatore. Il sintomo cutaneo, in tal senso, è l’equivalente di un messaggio che ha scelto il canale espressivo della corporeità ed esprime le difficoltà di adattamento alle richieste del mondo esterno. Irritazioni, lesioni, gonfiori della cute, dunque, possono essere la risposta a rapporti difficili o a relazioni vissute come problematiche. Ecco allora, che può insorgere, per esempio, una dermatite da contatto che si pone come ostacolo a una relazione stretta: le lesioni dolorose impediscono infatti il minimo sfioramento. La pelle, quindi è l’involucro che delimita e protegge la persona, nella sua totalità psicosomatica, la avvolge e gli dà forma divenendo parte integrante di chi la “indossa”. Il sintomo somatico è sempre un messaggio che ci arriva dall’Anima, osservatelo ed accogliete dentro di voi il Senso.

Dott.ssa Fulvianna Furini

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