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PSICOLOGIA , STRATEGIE DI COPING: CHE COSA SONO E A COSA SERVONO?

CHE COS’È IL COPING?

Il termine di coping fu ideato negli anni ‘70 da Lazarus, professore emerito alla Berkeley University, traducibile letteralmente dall’inglese con “far fronte“, “fronteggiare“, “tenere testa” – è impiegato in Psicologia per indicare le strategie mentali e comportamentali messe in atto dalla persona per cercare di affrontare eventi stressanti. Per questa ragione, in Psicologia si parla più precisamente di “strategie di coping” o talvolta di “abilità di coping” con riferimento, appunto, a quei meccanismi di adattamento e di risposta che una persona può adottare quando si trova in condizioni di stress di varia natura. Ciascuno di noi reagisce alle situazioni problematiche in maniera molto soggettiva e non sempre le strategie messe in pratica sono funzionali. A tal proposito, si precisa che le strategie che mirano a ridurre lo stress vengono definite come “adattive“, mentre quelle che, invece, tendono ad aumentarlo vengono definite “disadattive“. Si tratta di un processo che per essere funzionale deve essere dinamico e flessibile alla continua ricerca dell’equilibrio tra le risorse del mondo interno e le richieste del mondo esterno.

DA COSA DIPENDONO LE STRATEGIE DI COPING?

Il comportamento adottato di fronte a problemi ed eventi stressanti , quindi anche il tipo di Strategie di Coping messe in atto – dipendono da diverse variabili, quali:

  • Tipo ed entità dell’evento stressante;
  • Circostanze in cui si verifica lo stress;
  • Caratteristiche dell’individuo.
  • Durata dello stressor

Come si può facilmente intuire, quindi, le combinazioni di risposte che si possono attuare sono veramente molte e dipendono dall’interazione di diversi fattori intrapsichici, relazionali, ambientali : possono essere:    –

  • Rivalutando lo stress attuando una ricerca di significato ed integrazione psichica;
  • Fuga dal disagio emotivo, evitandolo o prendendo le distanze da esso;
  • Accettando eventuali responsabilità della causa scatenante l’evento;
  • Esercitando l’autocontrollo – ipercontrollo
  • Concentrandosi sul fare , a scapito del sentire
  • Cercando un supporto sociale.
  • Cercando un aiuto professionale e specialistico

Il “meccanismo difensivo dell’evitamento”, attuabile con diverse modalità puo’ essere efficace nel ridurre lo stress, ma solo nell’immediato o comunque per brevi periodi di tempo; se utilizzati per periodi di tempo lunghi, invece, questi comportamenti possono portare a risultati controproducenti.  

COPING REATTIVO E PROATTIVO

Quando si parla di Strategie di Coping, nella stragrande maggioranza dei casi, ci si riferisce al cosiddetto Coping Reattivo, ovvero alle strategie messe in atto in risposta ad un determinato stress. Il Coping Proattivo, invece, è preventivo e  fa riferimento alle strategie e comportamenti messi in pratica per anticipare e reagire a un fattore di stress futuro nel tentativo limitarne l’incidenza sulla propria vita.

COPING DISADATTIVO

Le strategie di Coping  non funzionali e disadattive sono definite tali in quanto non consentono di risolvere i problemi scatenati dagli eventi  stressanti, ma si limitano a ridurne temporaneamente i sintomi derivanti accentuando poi  il disturbo anziché ridurlo. I comportamenti disadattivi possono comprendere: negazione, evitamento, dissociazione, congelamento emotivo. In questo caso, si consiglia un intervento professionale.

Scappando da un problema, aumenti solo la distanza dalla soluzione.

Dr.ssa Fulvianna Furini Psicologa – Psicoterapeuta Riproduzione vietata

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