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COMUNICAZIONE E CONFLITTUALITA’ NELLA COPPIA

A cura di Dott.ssa Fulvianna Furini

Come gestire la conflittualità nella coppia?  

Litigare è un aspetto della vita di coppia che contiene un’intensità emotiva forte e che si manifesta anche per piccole discussioni. Conflitto e confronto dovrebbero essere stimolo e segno positivo per la crescita della coppia, invece talvolta diventano armi distruttive e umilianti usate verso l’altro.

Come nasce un conflitto?

La nascita della coppia è caratterizzata dalla fase dell’innamoramento o dell’illusione, dove si idealizza il patner e si tendono a sottovalutare difetti e caratteristiche negative.

Dopo qualche tempo di vita insieme, si può presentare la fase della disillusione, in cui si inizia a vedere l’altro in modo piu’ realistico e spesso si prova delusione e risentimento per non essere riusciti ad ottenere dall’altro le caratteristiche sperate oppure a mantenere quelle che ci hanno fatto innamorare.

Questa può essere una prima occasione di conflitto.

Nella nostra vita ci sono cinque sfere che stanno una dentro l’altra:

  1. LA VITA INTERIORE (senso di sé, visione del mondo)
  2. LA QUALITA’ DELLA RELAZIONE CONIUGALE (ruolo nella coppia, stile di comunicazione)
  3. LA QUALITA’ DELLA RELAZIONE CON LA FAMIGLIA D’ORIGINE
  4. LA RELAZIONE DI CIASCUNO COL MONDO ESTERNO
  5. LA RELAZIONE DI CIASCUN GENITORE COL 1° FIGLIO

Da ciascuna di queste sfere derivano emozioni e stati d’animo che è bene imparare a riconoscere e distinguere: alcune discussioni possono riaccendere in noi emozioni legate alla nostra sfera interiore o a quella con la famiglia d’origine, ma non c’entrano davvero con il conflitto in atto.

La relazione tra coniugi, come qualunque tipo di relazione, può essere di due tipi:

Coppia Complementare o Simmetrica?

Nella relazione simmetrica ciascuno tende ad essere uguale all’altro, o almeno a non essere da meno. Esiste una reciprocità: io sono ok – tu sei ok, io conto quanto te e viceversa.

Il rapporto è ricco, vivace, si pianifica, ci si apprezza, ciascuno tende a dimostrare la sua volontà in una relazione alla pari.

Nella relazione complementare il rapporto si basa sulla differenza reciproca che si integra: uno chiede l’altro risponde, uno propone l’altro accetta.

Entrambe le relazioni vanno bene e funzionano, ma possono contenere elementi di conflittualità.

Nel rapporto simmetrico si può scatenare una litigiosità se i comportamenti diventano competitivi e la relazione diventa aggressiva: io ok – tu non ok.

Nessuno può fare o dire qualcosa senza che l’altro rivendichi il diritto di fare lo stesso.

Nella relazione complementare il rischio è che i comportamenti diventino molto rigidi e che uno dei due tenda a mantenere l’altro in una condizione di dipendenza emotiva: io ok – tu non ok.

Oppure l’altro può instaurare una relazione passiva, sentendosi davvero non ok verso il tu ok.

Il punto forte nella relazione di coppia è sapersi prendere cura uno dell’altro in modo efficace ed equilibrato.

Quindi non ha senso che sempre:

  • uno faccia tutto e l’altro prenda
  • uno accudisca e l’altro si faccia accudire uno stabilisca regole e l’altro le subisca.
  • La strada maestra per non far funzionare una coppia è che uno rinunci sempre, e non temporaneamente, ad una parte di sé.
  • Può generare conflitto anche credere di essere i soli a rinunciare, a sacrificare sogni, aspirazioni, realizzazioni.

E’ utile evitare di essere troppo centrati su di sé.

La parola chiave è reciprocità. Come discutere?

Il modo in cui si discute è importante; certe discussioni possono raffreddare la coppia, ma, se ben gestite, riescono a consolidare i legami, aiutano a conoscere meglio i sentimenti dell’altro.

Dovete essere consapevoli di avere a che fare con punti di vista diversi, senza categorizzare in giusto e sbagliato, torto e ragione.

La consapevolezza dei nostri stati emotivi e la nostra capacità di gestire le emozioni ci aiuta ad entrare maggiormente in contatto con noi e con l’altro.

Le emozioni esprimono la nostra vitalità, quelle negative ci segnalano qualcosa che non va: riconoscerle e tenerne conto aiuta. Allora…

Il conflitto può essere un modo per ristabilire un equilibrio nuovo, si può evolvere insieme per adattarsi alla nuova situazione evolutiva nel ciclo vitale della coppia.

Provare a mettersi nei panni dell’altro

Esistono alcuni stereotipi che non facilitano il mettersi nei panni dell’altro. Può essere utile anche porsi intimamente delle domande, mentre si discute:

  • Come si sente lui/lei adesso? Come mi sento io?
  • Come mi sentirei a parti invertite? Come reagirei?
  • Quali soluzioni posso proporre?

Saper Comunicare

La    comunicazione     nella    coppia     ha    un    ruolo    fondamentale;      una        buona comunicazione aiuta anche nella soluzione di conflitti.

Se il messaggio è chiaro e compreso dall’altro, tutto funziona, se invece, comunicando, non si chiarisce bene ciò che si vuol dire, l’altro resta nell’incertezza, può fraintendere o arrivare a conclusioni diverse dalle nostre. E’ utile ripetere il messaggio per essere certi di essere capiti. E’ utile anche dire “io ho capito…., tu intendevi…?

Il messaggio di contenuto  e il messaggio di relazione

Per esempio dire: “Non mi sento bene” comunica un contenuto, anche emotivo, ma contemporaneamente chiede all’altro di attivarsi per risolvere il problema e aiutare.

Nella comunicazione conflittuale è bene tener presente questi due aspetti di contenuto  e  di  relazione/soluzione  dei  problemi,  per  riuscire  a  cogliere  bene quello che l’altro ci sta dicendo.

Usare troppe generalizzazioni tipo:

  • “Nessuno mi rispetta”;
  • “E’ sempre tutto in disordine”;
  • “Tutti sostengono che… e tu invece…”
  • oppure ridurre la comunicazione ad un aut aut: “Due sono le cose o… o…” non facilita la comprensione del messaggio da parte dell’altro.

Lo stesso vale per la lettura del pensiero, ossia la presunzione di sapere quello che l’altro pensa o sta per dire, o ancora dare per scontato che l’altro capisca esattamente ciò che pensiamo e proviamo: “Sai benissimo che cosa intendo” “E’ inutile che spieghi se non ci arrivi”.

Poco utile è anche usare il brontolio, come se non fosse un vero messaggio: ”Tocca sempre a me”; “Siamo alle solite”.

Discutere con metodo non significa evitare il conflitto, ma neppure entrare in stallo.

Ogni volta il conflitto va affrontato, rielaborato e risolto.

E’ sempre utile comunicare anche il positivo, i riconoscimenti, ringraziare, dirsi il bene, avviare le comunicazioni in modo gentile.

Una comunicazione funzionale anche nel conflitto deve affrontare tre sfide consapevoli

  1. TROVARE L’EQUILIBRIO TRA INDIVIDUALITA’ (conoscersi a fondo, avere un’identità chiara) E RECIPROCITA’
  2. TENERE CONTO DELLE DIFFERENZE (punto di vista, modo di comunicare)
  3. REGOLARE L’EMOTIVITA’ (conoscere le nostre emozioni e saperle dominare per avere un livello efficace di comunicazione e di ascolto)

C’è una quarta sfida che appartiene alle coppie con figli

  • IMPEDIRE CHE LE DISCUSSIONI SUL BAMBINO SI MISCHINO A QUELLE CONIUGALI.

A cura di Dott.ssa Fulvianna Furini – Riproduzione vietata

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